
L’assemblea del Gran Capitolo d’Italia ha assunto, quest’anno, il valore di un vero e proprio rito di passaggio. La relazione della WGM Mariagrazia Minutoli non è stata soltanto un resoconto: è stata la narrazione di un viaggio iniziatico collettivo.
Il ciclo che si chiude è stato un “anno d’ombra”, un periodo in cui le forze disarmoniche hanno tentato di destabilizzare l’equilibrio del GCI: comunicazioni contraddittorie, sospensioni, pressioni esterne, richieste di sottomissione. Tutti eventi che hanno agito come prove, come ostacoli rituali posti sulla soglia.
Eppure, come in ogni via misterica, la luce non si spegne davanti all’ostacolo: lo attraversa.
Così è stato per i Capitoli che, riuniti, hanno scelto con coscienza di non rinunciare alla propria essenza.
Hanno difeso la Bolla come si difende un cuore pulsante; hanno custodito la propria autonomia come si custodisce un nome sacro.
La rottura del legame con il GCG non appare, in questa chiave, una frattura: è l’esito naturale di un’iniziazione superiore. Gli eventi hanno svelato ciò che era celato: la fragilità di chi governava senza spirito; la disarmonia che si annidava dietro maschere di autorità; la necessità di spezzare un vincolo che aveva smesso di essere vitale.
Da qui è nata l’Opera nuova.
La scelta di rinnovare nome, regolamento e rituale non è un atto tecnico, ma alchemico: trasformare la forma per preservare la sostanza, come fa il fuoco che purifica l’oro.
Il lavoro delle Commissioni, il Convegno sul Femminino Sacro, i webinar esoterici: tutto ha contribuito a mantenere accesa la fiamma nel tempo dell’inverno spirituale.
Chi ha lasciato il percorso ha compiuto la propria scelta, forse per paura della soglia; chi è rimasto ha scelto la via del Cuore, che è sempre la via del ritorno a sé.
La frase scelta per la locandina – forte, quasi tagliente – si rivela allora un mantra iniziatico: dal disgusto nasce la volontà; dalla volontà, l’azione; dall’azione, la Rinascita.
Oggi il CI entra in un nuovo ciclo.
Non più sotto un’ombra imposta, ma nella luce consapevole della propria identità.
Non più seguendo un’autorità lontana, ma il proprio centro interiore.
La WGM ha concluso abbracciando simbolicamente l’assemblea: un gesto rituale che suggella la continuità del cerchio, la forza della Fratellanza e la certezza che ogni prova, quando accolta con cuore puro, diventa un gradino verso l’alto.
