
Nel corso della riunione del 22 marzo 2026, la Sorella Giovanna ha aperto il cammino di riflessione introducendo la figura di Ada, tracciandone i contorni simbolici e interiori. Le sue parole hanno rappresentato una soglia, un primo varco attraverso cui lo sguardo si è potuto orientare verso un significato più profondo.
Da quell’istante ha preso avvio il lavoro condiviso, che si è dispiegato attraverso gli interventi delle altre Sorelle, ognuna portatrice di una luce diversa, di una sfumatura ulteriore dello stesso mistero. Come in un unico disegno, le voci si sono intrecciate, costruendo un percorso comune di ricerca e comprensione.
Ada è emersa così non solo come figura narrata, ma come simbolo vivente: specchio di fedeltà, prova e rivelazione. E nel fluire armonico dei contributi, il suo gesto – lo svelarsi, l’alzare lo sguardo – è divenuto anche il nostro, trasformando il lavoro in un atto di consapevolezza condivisa.
